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La recensione più bella: da LIFEGATE

Frasi che un celiaco non vorrebbe mai sentirsi dire:

"Poverino, ma come fai?

Che buono questo pane, non sai cosa ti perdi.

Per una volta non succede nulla.

E io dovrei fare due paste diverse?

Praticamente non puoi mangiare niente! Mi spiace"...

Si sente proprio, leggendo il suo libro, che Raffaella Oppimitti ha personalmente “provato” tutto ciò che scrive. Si sente il gusto, la passione per i temi trattati (e per il cibo!), ma anche l’indignazione per una serie di equivoci, di malintesi, per l’ignoranza conclamata di fronte a un fenomeno che riguarda sempre più persone.

Negli Stati Uniti si calcola un 1% di persone celiache, probabilmente sottostimate: le indagini epidemiologiche sono difettose, per il fatto che la celiachia ha un tale range di manifestazioni in età così differenti da rendere difficile un suo esatto inquadramento.

Nel libro Sono celiaco, non sono malato!, pubblicato da Red Edizioni, l'abbirvio è preso da un’originalissima “storia della celiachia”, a partire da qualche millennio fa, quando da nomadi siamo passati a una fase stanziale, cominciando a coltivare il grano.

La celiachia è un’intolleranza al glutine che si manifesta in individui predisposti e che colpisce l’intestino, causando un’infiammazione cronica. Il glutine è una proteina presente nella parte amidacea del chicco dei cereali.

Con la normale alimentazione un adulto, europeo, introduce da 15 a 20 grammi di glutine al giorno. Il celiaco deve evitarlo, anche se l’impresa è resa problematica dal fatto che, oltreché nei cereali, il glutine può essere usato come addensante negli yogurt, ketchup, succhi di frutta, formaggio da spalmare, carne, gelati, dolci, cioccolato.

Raffaella Oppimitti ci propone un elenco di alimenti a rischio e vietati (tra cui troviamo, con una certa sorpresa, besciamella, birra, muesli e salsa di soia). Divide anche, in un altro utilissimo specchietto, i cereali vietati da quelli permessi: mais, riso, miglio, grano saraceno, quinoa, amaranto, manioca, sorgo.

Poi dispensa una serie di consigli utilissimi su come affrontare ogni situazione quotidiana. Alcuni esempi? Presentare i cibi sempre con un occhio all’estetica.

Usare le farine dei cereali privi di glutine: di grano saraceno, di mais, di amaranto.

Insegna alcune preparazioni di base (la crema pasticcera con fecola, gli gnocchi, la pasta all'uovo, la pizza con l'impasto salato approvato dall'Aic).

Infine, sprona all'ingegno con un’appendice di ricette.

Le più sfiziose paiono il pane casereccio alle noci, il tortino agli spinaci, i muffin al formaggio, le crepe e le brioche al cioccolato.

Leggendo questo libro, buono per le persone celiache ma soprattutto indispensabile per coloro che hanno parenti, amici e figli in questa condizione, succede una cosa che non t’aspetteresti, in un trattato su quel che è considerato "un morbo". Viene fame.


Stefano Carnazzi

Direttore Responsabile di LifeGate


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